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Francesco Cito

Francesco Cito è forse uno dei migliori fotogiornalisti italiani, ha l’istinto del fatto, la passione del racconto, la capacità di far passare attraverso le immagini con forza di sintesi e rigore visivo l’essenziale delle cose”.

 

Ferdinando Scianna

 

Al netto della tecnica e della filosofia estetica, il lavoro di Cito si muove su tre coordinate: fatica, vicinanza, rispetto. Per raccontare una storia, quale che sia, devi entrarci dentro. E per entrarci dentro, non basta bussare a caso. Bisogna avere la pazienza di girarci intorno, trovare la chiave giusta che quasi mai è la prima che ti capita a tiro, stancarsi le gambe e gli occhi e la testa a furia di muoversi, vedere, osservare, provare a capire”.

 

Carlo Verdelli  


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L'Artista


BIOGRAFIA

Francesco Cito è uno dei più grandi e celebrati reporter del mondo.

 

Nato a Napoli nel 1949, si trasferisce a Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia, sebbene si adatti nei primi anni ‘70 ai più svariati mestieri. L' esordio professionale nel mondo della Fotografia si compie nel 1975, quando – grazie all'impiego presso il settimanale di musica pop-rock Radio Guide Magazine - comincia a girare l' Inghilterra fotografando concerti e personaggi della musica leggera. In seguito inizia a collaborare come fotografo free-lance per il The Sunday Times Magazine, il quale gli dedica la prima copertina per il reportage"La Mattanza".  Successivamente collabora anche con L'Observer Magazine.

 

    Nel 1980 Cito è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l'Afghanistan occupato dall’invasione dell'Armata Rossa e, al seguito di vari gruppi di guerriglieri che combattono i Sovietici, percorre circa 1200 KM a piedi. Sono sue le fotografie dei primi soldati della Stella Rossa caduti in imboscate.

 

    Nel 1982-83 realizza a Napoli un reportage sulla camorra, pubblicato dalle maggiori testate giornalistiche, nazionali ed estere. Sempre a Napoli nel 1978 aveva realizzato per The Sunday Times Magazine  un reportage sul contrabbando di sigarette dall’interno dell'organizzazione contrabbandiera.

 

    Nel 1983 è inviato sul fronte Libanese dal settimanale Epoca e segue il conflitto in atto fra le fazioni palestinesi, rappresentate dal leader pro-siriano Abu Mussa e dal nazionalista Yasser Arafat, fondatore di Al-Fatah (Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Cito è l'unico foto-giornalista a documentare la caduta di Beddawi (campo profughi), ultima roccaforte di Arafat in Libano. In seguito documenta le vari fasi della guerra civile libanese fino al 1989.

    In particolare, nel 1984 si dedica alle condizioni del popolo palestinese all'interno dei territori occupati della West Bank  (Cisgiordania)  e della Striscia di Gaza. Segue tutte le fasi della prima "Intifada" degli anni 1987-1993 e della seconda nel periodo 2000-2005, rimanendo ferito per tre volte durante gli scontri.

 

    Nel 1989 è inviato in Afghanistan dal Venerdì di Repubblica e si muove ancora clandestinamente al seguito dei "Mujahiddin" per raccontare la ritirata sovietica. Tornerà in quelle aree di nuovo nel 1998 inviato dal settimanale Panorama, con l'intento di incontrare Osama Bin Laden (incontro mai avvenuto a causa l'inizio dei bombardamenti americani).

 

    Nel 1990 è in Arabia Saudita nella prima "Gulf War" a seguito del primo contingente di Marines americani dopo l'invasione irachena del Kuwait. Segue tutto il processo dell'operazione "Desert Storm" e la liberazione del Kuwait  (27-28 febbraio 1991).

 

    Negli anni '90 documenta le diverse fasi dei conflitti balcanici. 

Nel 1994 realizza per il settimanale tedesco "Stern" un reportage sui coloni israeliani oltranzisti. 

Nel 1995 si aggiudica il terzo premio World Press Photo per il reportage con "Matrimoni napoletani”.

 

   Nell'aprile 2002 è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin sotto coprifuoco e posto sotto assedio per 40 giorni dall’esercito Israeliano "Tzahal" (come anche le altre città amministrate dal Governo dell'Autonomia Palestinese).

 

   In Italia Francesco Cito si è occupa spesso di casi di mafia, ma anche di eventi di altro genere (come il Palio di Siena che gli vale il primo premio al World Press Photo del 1996) e di altri rilevanti aspetti della società contemporanea. 

 

   Dal 1997 in avanti l'obiettivo è rivolto anche alla Sardegna, documentata al fuori dagli itinerari turistici per leggerne maggiormente gli aspetti sociali e restituirne un’identità più legata alle tradizioni. Questo lavoro è in parte racchiuso in un foto-libro dedicato ("L'Isola al di là del mare", 2003).

 

     Nel 2007 è invitato dal Governatorato di Sakhalin (isole russa ex colonia penale raccontata da Checov) per un lavoro fotografico sul territorio, in occasione del quale illustra la vita e le attività produttive successive alla scoperta di ingenti giacimenti petroliferi. Questo lavoro è stato oggetto di una mostra fotografica e di un foto libro sul tema editato in Russia ("Sakhalin", 2007).

 

    Tra il 2005 e il 2011 realizza in Palestina un lavoro di documentazione delle varie fasi della costruzione del muro d'Israele, esposto successivasmente in diverse città italiane.


   Nel 2011 si dedica a documentare le condizioni  dei bambini palestinesi affetti da problemi di sordità. Anche questo lavoro è stato oggetto di una mostra fotografica (a Bergamo), al pari del complesso lavoro sul tema del coma (“Vite sospese”), ancora in fase di realizzazione, esposto più volte in diverse località italiane.

 

   Nel 2015 l’Autore realizza a Seravezza (Lucca) la mostra fotografica "Colour W&B", una retrospettiva dei moltissimi reportage condotti negli anni in diversi paesi del mondo. In occasione di questa esposizione, produce il libro "Francesco Cito, Photographer", corredato da testi di Ferdinando Scianna e Carlo Verdelli.

 

 

Nella sua lunga e intensa carriera di fotoreporter, Francesco Cito ha collaborato con le maggiori testate nazionali e straniere. Per citarne alcune: Epoca, Gente, Il Venerdì di Repubblica, Illustrazione Italiana, L'Espresso, L'Europeo, Oggi, Panorama, Sette-Corriere della Sera, D Donna, Io Donna. E poi: Die Zeit Magazine, Figaro Magazine, Frankfurten Allemain Magazine, Life, Paris Matche, The Indipendent Magazine, The Observer Magazine, Sunday Times Magazine, Stern, e altre ancora.

 

Premi e riconoscimenti

1995  il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Day in the Life per il "Neapolitan Wedding story "

1996  il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.

1997  l'Istituto Abruzzese per la storia d'Italia contemporanea, gli conferisce il premio "Città di Atri" per                    l'impegno del suo lavoro sulla Palestina

2001  il Leica Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d'Onore per il reportage "Sardegna"

2004  riceve il premio "Città di Trieste per il Reportage" I° edizione

2005  riceve il premio "La fibula d'oro", a Castelnuovo Garfagnana (LU)

2005  riceve il premio "Werner Bischof ", Il flauto d'argento ad Avellino

2006  l'associazioni FIAF lo insigna del titolo "Maestro della fotografia italiana"

2006  vince il premio Bariphotocamera

2007  riceve il premio Benevento

2009  vince il premio San Pietroburgo (Russia)

2009  viene insignito del premio Antonio Russo per il reportage di guerra (Pescara)    

 

Mostre personali

Francesco Cito - Colour and B&W, Antologica, Seravezza 2015 (Palazzo Mediceo)

Iconoclastia - La fede si mostra - Grottaglie 2015 (Casa Vestita)

Coma, Asolo 2013 (Palazzo Civico, Sala della Ragione)

Afghanistan,Citerna 2013 (Citerna Fotografia)

Coma, Citerna 2013 (Citerna Fotografia)

Coma, Napoli 2012 (Villa Pignatelli)

Coma - Vite Sospese, Potenza Picena 2012

Il Palio - Photò 19, Brescia 2012

Effeta Bethlehem, Bergamo 2011 (Opera Diocesana)

Il Muro d'Israele,Corigliano Calabro 2011 (Castello Ducale)

In Viaggio, Tirana 2011 (Palazzo Quadrio Curzio)

L'Isola al di là dal mare, Lecco 2010 (Torre Viscontea,)

Cartoline napoletane, Catania 2010 (Medphotofestival)

Francesco Cito Photographer, Brescia 2010 (Wavephotogallery)

Da culla alla morte,San Pietroburgo 2009 (Central Hall Manegge)

Tutto CITO, Paraty - Brasile 2008 (Galeria Zoom, Paraty em foco)

Oltre lo sguardo, Altidona, Fermo 2008 (Palazzo del comune)

Cartoline napoletane,Altidona, Fermo 2008

Afghanistan, Foiano della Chiana 2008

Vedi Napoli e...... Ancona 2008 (La Cancellata, Staffolo)

Palestina, Roma 2008 (Galleria ACTA International)

Matrimoni Napoletani, Seravezza, Lucca 2008 (Scuderie Medicee)

Sulla Terra chiamata Palestina, Ghedi - Brescia 2008 (Centro BCC)

Barche, pescatori e pesci, Torino 2008 (FNAC)

Sulla Terra chiamata Palestina, Reggio Emilia 2008 (Castello di Montecchio)

Isola Sakhalin-Russia, Yuzno Sakhalinsky - Russia 2008 (Museo Nazionale)

Frammenti di Guerra,Palau 2007 (Centro Civico)

Una calda estate a Corigliano, Corigliano Calabro 2007 (Castello ducale)

Barche, pescatori e pesci, Napoli 2007 (FNAC)

Frammenti di Guerra,Napoli 2007 (Ist. Italiano Studi Filosofici,)

Barche, pescatori e pesci, Bari 2006 (Ist. Italiano Studi Filosofici)

Sulla terra chiamata Palestina, Prato 2006 (Palazzo Novellucci)

Sulla terra chiamata Palestina, Roma 2006 (Comprensorio del Gasometro)

Palestina, Saronno 2006

L'isola al di la dal mare, Belluno 2006 (Palazzo Crepadona)

Sulla Terra Chiamata Palestina, Conegliano Veneto 2006

Frammenti di guerra,Avellino 2005 (Palazzo della Provincia)

Palestina,Venezia 2005 (Centro le Zitelle, La Giudecca)

Palestina,Castelnuovo Garfagnana (Lucca) 2005

Immagini come parole,Milano 2005 (Galleria Bel Vedere)

Il Palio,Meldola 2005 (Chiesina dell’Ospedale,)

Frammenti di guerra,Borgo Valsugana 2004 (Palazzo Pubblico)

Il Palio, Trieste 2004 (Fincantieri-Wärtsilä BFI)

Matrimoni Napoletani, Massa Marittima 2004 (Castello)

L'isola al di la del mare, Cagliari 2004 (Castello di San Michele)

Sardegna, Francoforte 2004 (Book-messe)

Palestina 1987-2002, Sassari 2003 (Sala Duce Palazzo Ducale)

Frammenti di guerra, Rozzano (MI) 2003 (Galleria Cascina Grande)

Occhi della guerra, Trieste 2003 (Stazione marittima)

Piazza del Campo, Siena 2003 (Magazzini del Sale-Palazzo Pubblico)

Matrimoni Napoletani, San Pietroburgo 2003 (Central Hall Manegge)

L’isola al di là del mare, Sassari 2003 (Masedu-Museo Arte Contemporanea,)

Matrimoni napoletani, Tolmezzo (UD) 2002 (Palazzo Frisacco)     

Piazze d’Italia, Berlino 2002

Palestina 1987-1997, Cagliari 2002 (Exmà)

The Palio, Londra 2002 (Studio Gallery)

Palestina, Prato 2000 (Galleria Archivio Fotografico Toscano)

Gli occhi della guerra, Verona 2000 (Scavi Scaligeri)

Afghanistan, Rozzano (MI) 1999 (Galleria Cascina Grande)

Matrimoni napoletani, Meldola (Forlì) 1999 (Chiesina dell’Ospedale)

Matrimoni napoletani, Firenze 1998 (Fortezza da Basso)

Occhi che raccontano, Milano 1997 (Galleria San Fedele)

Matrimoni napoletani,Milano 1997 (Galleria Franca Speranza)

Immagini dal 1980 al 1996, Rozzano (MI) 1996 (Galleria Cascina Grande)

Palestina, Meldola (Forlì) 1996 (Chiesina dell’Ospedale)

Palestina anno zero, Milano 1994 (Galleria Il Diaframma)

Gulfwar Fotogiornalismo oggi, Trento 1993 (Palazzo Galasso)

Palestina, World Council of Professional Photographers 1988/89

Palestina: il dramma di due popoli, Milano 1989 (Galleria IF)

Naples: Camorra,Festival de la photo, Perpignan (France) 1989

Israele: I fotografi del Venerdì di Repubblica, Milano 1988 (Galleria Il Diaframma,)

Palio, Siena 1988 (Palazzo Pubblico)

Mostra collettiva, EXPO Bari, 1987

Napoli ieri oggi domani, Milano 1987 (Sicof)

Naples,Rio de Janeiro (Brasil) 1987 (Istituto italiano di Cultura)

Chi troppo, chi niente, Genova 1986 (Palazzo Civico)

Il fotoreportage,Teolo (PD) 1986 (Palazzo Civico,)

Naples, Mexico 1986 (Universitad Popular - Casa de Cultura Puebla)

Mattanza, Milano 1983 (Palazzo Dugnani)

Afghanistan, Pisa 1983 (Palazzo Lanfranchi)

Afghanistan, Milano 1982 (Galleria Il Diaframma)